Cos’è il Market Intelligence?

Essere informati sui movimenti della concorrenza e dello stato del vostro business è parte integrante di qualsiasi attività commerciale Questo tipo di attività viene definita “market intelligence”. Negli ultimi anni, tuttavia, la pratica di raccogliere informazioni sul mercato si è ampliata fino ad includere l’analisi del vostro modello di business e delle sue proiezioni future.
Al suo interno, l’intelligence utilizza più fonti di informazione, al fine di creare un quadro generale del mercato esistente della società, dei clienti, delle possibili problematiche, della concorrenza potenziale, della crescita di nuovi prodotti e servizi. Le fonti composte da dati “grezzi” per l’analisi includono i registri di vendita, i sondaggi ed i social media.
Un approccio preliminare può consistere nella visita di siti web o dei negozi concorrenti, o come la ricerce di informazioni sul numero e sul tipo dei potenziali clienti. Tenersi aggiornati con riviste, giornali o associazioni di impresa sarà fondamentale. Tutto questo comprende anche la verifica dei feedback clienti che aiuteranno l’azienda a migliorare la sua offerta e il suo servizio.
Molte aziende utilizzano il market intelligence per inserire correttamente il loro business nel mercato. In generale, possiamo definire la business intelligence quei particolari studi che si riferiscono ad ampi processi strategici come la ricerca delle informazioni relative ai clienti, l’impostazione delle linee di prodotti, come ad esempio quanta merce è stati spedita, il numero totale di vendite in un mese e altre transazioni che si verificano all’interno di un’azienda. Al contrario, il market intelligence è più specifico e si concentra su particolari classi di clienti, fino a contraddistinguerle per provenienza geografica e demografica. Stabilisce cosa e dove comprano i clienti reali e potenziali. Infine, possiamo concludere dicendo che, il market intelligence, prende in considerazione anche ciò che sta accadendo alla concorrenza, cosa che il business intelligence ignora del tutto.
Il successo del market intelligence risponde alle domande concrete dei clienti e dei competitor attuali e potenziali, inoltre aiuta l’azienda a determinare gli obiettivi interni.

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I vantaggi e gli svantaggi di traslocare in estate

Molta gente decide di iniziare a traslocare in estate, soprattutto per trovare il bel tempo ed evitare così le forti piogge o la neve. E’ per questo motivo che i costi delle ditte di trasloco, durante il periodo estivo, tendono a lievitare, secondo traslochi milano preventivi. I fattori da considerare, nel momento in cui si organizza un trasloco, a prescindere che sia estate o inverno, sono sicuramente il materiale da imballaggio, il trasporto, l’assicurazione completa in caso di danneggiamenti e il servizio di deposito giornaliero.

Se si vuole traslocare in estate, bisogna organizzarsi per tempo, in modo tale che il trasloco diventi un momento di divertimento e non occasione di stress. Naturalmente, il sopralluogo da parte della ditta che gestisce il trasloco, è qualcosa di fondamentale. In questo modo si effettuerà un corretto preventivo e qualsiasi cambiamento, verrà subito comunicato alla ditta. Da un punto di vista economico, organizzare il trasloco, conviene maggiormente nel periodo invernale. Infatti non è raro che proprio in quel periodo, le ditte applichino uno sconto anche del 15%, quando le condizioni climatiche non sono del tutto idonee.

Se si vuole organizzare il trasloco in estate e si dovesse scegliere il fine settimana come periodo ideale, è utile sapere che non ci sono alcuni vantaggi, quindi risulta pure vano organizzare il trasloco proprio in quel momento. L’imballaggio della merce (piatti, bicchieri, oggetti fragili, quadri,mobili, ecc), avviene solitamente il primo giorno, se è la ditta dei traslochi ad occuparsene. In questo modo, il giorno successivo, sarà lei stessa ad occuparsi di rimontare l’intera mobilia.

Nel caso in cui fosse il privato ad occuparsi dell’imballaggio dei propri beni, il trasloco potrà effettuarsi in un solo giorno. Ciò dipende naturalmente dal volume dei mobili in questione. Un fattore rilevante è la puntualità, bisogna quindi scegliere una ditta che sia celere nell’effettuare il lavoro, traslocando nel minor tempo possibile e nel migliore dei modi. In questa maniera, il trasloco sarà rapido e si potrà godere tranquillamente delle vacanze estive.

Alcuni consigli per scegliere le vostre finestre

Se state pensando di cambiare le finestre o state progettando la vostra casa da zero – questa piccola guida potrà esservi di aiuto, l’abbiamo scritta con l’aiuto dello staff di Piran Sigfrido: arredamento d’interni Padova.
Scegliete le finestre che rispettano lo stile architettonico della vostra casa
Tutte le case hanno uno stile architettonico, che le rende uniche. Le finestre devono corrispondere a questa estetica. Questo è il primo passo nella scelta delle finestre. Ad esempio, se abbiamo una casa moderna e contemporanea, potremmo avere la necessità di montare finestre che vanno dal pavimento al soffitto, con porte a vetro, al contrario se disponiamo di una casa tradizionale in stile Tudor, con i classici montanti a forma di diamante avremmo finestre con luci modeste. Quindi una scelta rispettosa dello stile della vostra abitazione sarà importante.
Decidete a quale scopo serviranno le finestre
La funzione di base delle finestre è quella di fare entrare la luce e l’aria nelle stanze, ma possono avere anche altre compiti, come ad esempio quello di porta, magari scorrevole, per l’accesso ad una veranda, o possono essere fisse ad uso ornamentale.
Serramenti colorati
Tenete presente, inoltre, che potete optare per telai e montanti che daranno un tocco di colore alla vostra abitazione. Oppure potrete sempre dipingerli, chiedendo ad un professionista la migliore vernice da utilizzare.
Selezionate la finestra per la quantità di ventilazione necessaria
Uno degli scopi primari di una finestra è quello di lasciare circolare l’aria fresca dentro le vostre stanze. Quindi pensate quale tipo di finestra si adatta alle vostre esigenze. Per esempio potreste dotarvi di finestre con sistema a vasistas, il che significa che possono essere aperte o chiuse a seconda delle necessità, oppure di finestre con apertura a ghigliottina o basculanti.
Determinate l’orientamento del sole prima di scegliere le finestre
Se progettate la vostra casa con l’assistenza di un architetto o di un tecnico, di certo andrete a considerare il suo orientamento. A seconda della posizione che ha la nostra abitazione potremmo avere necessità di installare vetri basso emissivi piuttosto che vetri selettivi.
Utilizzate le finestre come il punto focale dei vostri interni
Se disponete di una vista panoramica unica, o l’architettura della vostra casa è particolarmente curata, avrete la necessità di avere una grande luce che metterà in risalto i particolari interni.

Il PVC schiumato

Le proprietà del PVC schiumato o forex

Nel 1912, i primi brevetti per PVC sono stati fondati in Gran Bretagna e Germania.  La seconda guerra mondiale ha contribuito a rendere la sostanza popolare; i  produttori lo hanno usato per fare un assortimento di articoli per i soldati.  La resistenza all’acqua del PVC ha dimostrato di essere una proprietà importante e  diversi utensili in PVC sono stati utilizzati in molte applicazioni marine. Dopo la guerra, il PVC non è stato un materiale molto utilizzato nel settore nautico, soprattutto a causa della sua densità. Nel 1970, la necessità di un forte materiale, resistente all’umidità ha portato alla plastica con PVC per renderlo più leggero. Ciò ha portato alla creazione di PVC schiumato , combinando PVC con poliurea a livello molecolare.

Il processo di produzione

In primo luogo, polivinilcloruro e poliurea sono mescolati insieme ; la miscela viene quindi erogata in uno stampo. Lo stampo riempito viene sigillato mediante serraggio dei lati chiusi e poi messi in una grande pressa dove viene riscaldato. Dopo di che emerge una lastra di materiale solido. Il materiale subisce quindi un bagno caldo per espanderla ad una densità finale e viene indurito. Il materiale è quindi pronto per essere tagliato in fogli di varie dimensioni e spessori, a seconda delle esigenze dell’acquirente.

Proprietà

Il PVC schiumato è distinto da quello ultraleggero, che è un laminato di superfici schiuma e carta, utilizzato per la segnaletica interna e modellazione. Come il PVC, PVC a cellule chiuse  è solido e ha una struttura molto rigida. Dove si differenzia è nella sua struttura della schiuma a celle chiuse, che lo rende molto leggero (meno della metà del peso di PVC solido), altamente resistente all’umidità e alcune sostanze chimiche, e molto facile da tagliare . Ha anche proprietà termoplastiche, e comincia ad ammorbidirsi a circa 65 ° C (149 ° F). Tipicamente, PVC schiumato a cellule chiuse può essere tagliato facilmente come il legno, utilizzato per la stampa su forex ammorbidito e modellato immergendoli in acqua bollente o con una pistola termica standard. Inoltre, a cellule chiuse foamboard PVC è costituita da molecole polarizzate altrimenti noto come dipoli. Ha un assorbimento di umidità molto basso. La miscela di cloruro di polivinile e poliurea ha una buona forza adesiva.  Il PVC espanso a cellule chiuse prende forma solida a causa della sua struttura lineare. Tuttavia, a causa di questa struttura, è più fragile del  PVC espanso a celle aperte. È disponibile in densità variabile. Ha un tasso di infiammabilità basso.

Come si calcola la risoluzione di uno schermo

Le modalità di risoluzione di visualizzazione o display di un dispositivo di televisione digitale, monitor o display è il numero di pixel distinti in ogni dimensione che possono essere visualizzati. Può essere un termine ambiguo soprattutto perché la risoluzione visualizzata è controllata da diversi fattori di tubo a raggi catodici (CRT) schermi, schermi piatti (compresi schermi a cristalli liquidi) e display a proiezione utilizzando picture-elemento fisso (pixel) array.

Di solito è citata come larghezza x altezza, con le unità di pixel: per esempio, “1024 × 768” indica la larghezza è 1024 pixel e l’altezza è 768 pixel.

Un uso del termine “risoluzione dello schermo” si applica ai display con pixel a matrice fissa come schermi al plasma, schermi a cristalli liquidi (LCD), proiettori Digital Light Processing (DLP), ledwall, schermi OLED e tecnologie analoghe, e è semplicemente il numero fisico di colonne e righe di pixel che compongono il display (ad esempio 1920 × 1080). Una conseguenza di avere un display a griglia fissa è che, per ingressi video multi-formato, tutti i display hanno bisogno di una matrice (un processore video digitale che comprende una matrice di memoria) in base al formato immagine in entrata al display.

Si noti che per gli standard di trasmissione televisiva l’uso della risoluzione parola qui è un termine improprio, anche se comune. Il termine “risoluzione dello schermo” è di solito usato per indicare le dimensioni in pixel, il numero di pixel in ogni dimensione (ad esempio, 1920 × 1080), che non dice nulla circa la densità di pixel del display su cui è in realtà formata l’immagine: la risoluzione della trasmissione televisiva riferisce correttamente alla densità di pixel, il numero di pixel per unità di distanza o area, non il numero totale di pixel. In misura digitale, la risoluzione di visualizzazione sarà data in pixel per pollice (PPI). In misurazione analogica, se lo schermo è alto 10 pollici, allora la risoluzione orizzontale è misurata attraverso un quadrato largo 10 pollici.

Il sonno paradosso

Negli anni ’50 due americani, Seminski e Klaikman, fanno un’osservazione casuale che mette in discussione tutto quello che era stato considerato assodato sino a quel momento : loro registravano l’EEG di un animale che dormiva e si accorgono che in condizioni assolutamente fisiologiche la sincronizzazione nel sonno profondo cessa, si vede una desincronizzazione da veglia, ma l’animale continua a dormire e la sua soglia di risveglio è più alta, cioè si fa più fatica a svegliarlo. Tanto che loro chiamato questo sonno, sonno paradosso, proprio per la situazione paradossale in cui la soglia di risveglio si alza ma l’EEG è da veglia. Questo non è un esperimento ma una semplice osservazione in cui l’animale dormiva.

Mentre questa osservazione nulla toglie all’idea di Moruzzi di una formazione reticolare attivante più rostrale e una formazione reticolare sincronizzante più caudale, toglie molto all’idea che questa abbia a che fare con il sonno.

A quel punto sonno non è più uguale a sincronizzazione ma sonno diventa tutti i fenomeni che noi associamo con il sonno, tra cui il significato dei sogni. La scoperta del gruppo rimane fondamentale perché per esempio ci spiega ancora oggi che cos’è il coma: lesioni della formazione reticolare ponto-mesencefalica portano a coma, non è sonno ma è peggio. Ma nel sonno oltre che alla sincronizzazione esiste anche un’altra fase che si chiama appunto sonno paradosso.

 

Sonno paradosso suscita una gran curiosità e associata a ciò c’è una fenomenologia molto interessante:

  • Si nota la presenza di desincronizzazione,
  • Presenza di fenomeni vegetativi importanti , per esempio la presenza di aritmie cardiache. Tutti noi durante il sonno paradosso abbiamo
  • aritmie cardiache,
  • variazioni ingiustificate della pressione arteriosa,
  • variazione della frequenza respiratoria con momenti di apnea,
  • scosse muscolari di tipo mioclonico, contrazioni muscolari fasiche sulla base di completa atonia elettromiografia. Una delle cose che caratterizza il passaggio da sonno profondo sincronizzato al sonno desincronizzato è proprio la perdita completa del tono muscolare. Durante il sonno paradosso non c’è nessuna attività muscolare, mentre nel sonno profondo un minimo di tono c’è, nel sonno paradosso non c’è niente e questa atonia muscolare è interrotta ogni tanto da delle contrazioni muscolari, dei twitch. Quando vedete un animale dormire ( citato anche nel “De rerum natura” di Lucrezio) , improvvisamente si notano come delle scosse muscolari, tipiche del sonno paradosso e ciò avviene anche negli esseri umani.
  • Movimenti degli occhi: Mentre nel sonno profondo i movimenti oculari sono aboliti e si vedono degli spostamenti lenti degli occhi assolutamente casuali, nel sonno paradosso si vedono invece dei movimenti saccadici, movimenti oculari rapidi: per questo il sonno paradosso si chiama REM (rapid eyes movements).
  • Onde onto-genicolo-occipitali: sono dei potenziali elettrici sincronizzati tra loro particolarmente evidenti  in alcune regioni del tronco dell’encefalo, nel corpo genicolato laterale e in corteccia visiva. C’è un’attivazione strana ad origine del tronco dell’encefalo del sistema visivo.
  • Perdita della termoregolazione: è visibile anche in noi ma se in un animale da esperimento si scaldano o raffreddano i centri termoregolatori dell’ipotalamo, cioè area preottica dell’ ipotalamo anteriore o ipotalamo posteriore, si vede che questi cambiamenti non provocano più le risposte regolatorie stereotipate che si vedono invece nell’animale che dorme con sonno profondo. Evidentemente il riscaldamento nell’animale porterà all’aumento della frequenza respiratoria, eventuale fenomeno della lingua di fuori come fanno i cani, così come il raffreddamento dell’ipotalamo porta al brivido poiché il brivido sviluppa calore attraverso la contrazione dei muscoli. Durante il sonno paradosso questa cosa non si verifica più.